Rassegna Stampa

Un'intervista con Marco Sereno

Con il nome di Marco Sereno si presenta al pubblico un giovane artista che ha scelto di dedicarsi al misterioso mondo della magia e dell'illusione.

I suoi spettacoli sono un misto di divertimento ed allegria, mescolati e dosati con la giusta misura di fantasia e romanticismo che suscitano nel pubblico un vero arcobaleno di sensazioni. Vedendolo si capisce subito come questo ragazzo dalla mole non indifferente (è alto più di due metri!), sia in realtà un moderno Peter Pan, che riesce a tirar fuori, anche dalle persone più restie, l'animo di bambino che ognuno porta dentro di sé, creando un'atmosfera di convivialità e trasformando tutti in ragazzini con la voglia di divertirsi.

Nato a Torino sotto il segno del sagittario, Marco è stato contagiato dalla passione per questa antichissima arte fin da bambino.

"Da quello che mi ricordo, sono sempre stato affascinato dai prestigiatori e dalla magia. Fin da piccolo restavo delle ore ad immaginare di compiere prodigi come i grandi prestigiatori che vedevo in televisione."

Naturalmente il sogno del ragazzino non è rimasto tale ma si è trasformato in un'autentica passione. Ma come è scattata la molla?

"È difficile dirlo di preciso. Quello che so di certo è che già a otto anni mi esibivo davanti ai miei famigliari ed ai compagni di scuola con i primi, semplici giochi di prestigio che apprendevo dai libri. Più tardi, all'età di dieci anni, conobbi dei veri prestigiatori ed ebbi l'onore di entrare in una vera e propria scuola di magia: il Club Magico Bartolomeo Bosco di Torino, in cui trovai amici e maestri".

Quale fu il primo vero spettacolo?

"Non so se si possa considerare il primo spettacolo, ma fu all'età di 12 anni che un'amica di famiglia mi chiese di esibirmi alla festa di compleanno del figlio che compiva sei anni. Io accettai con grande entusiasmo… ed anche un po' di preoccupazione!!! Alla fine dello spettacolo tutti mi fecero i complimenti e ricevetti il mio primo compenso ("addirittura" cinquemila lire!). Fu per me comunque una grossa soddisfazione ed un'emozione che ricordo ancora oggi con grande gioia".

Dalla prima esibizione agli spettacoli che presenti oggi: quali sono state le tappe e le esperienze che hanno segnato la tua formazione artistica?

"Le esperienze sono state moltissime (come anche gli sbagli e gli errori), ma quella che mi ha maggiormente influenzato è stata la decisione di lasciare l'Italia per esibirmi nei villaggi turistici di un po' tutta Europa… e non solo. A vent'anni infatti partii con due valigie piene di vestiti, di giochi di prestigio e tante speranze e mi proposi come animatore e prestigiatore, con l'intenzione di passare l'estate divertendomi ed esibendomi".

E quali furono i risultati?

"Il risultato è che quella che doveva essere un'esperienza della durata della sola estate, divenne un impegno che si protrasse per quattro anni consecutivi".

Cosa ricordi con maggior piacere dei tuoi viaggi?

"La cosa che più mi piaceva, e che ancora oggi mi attrae maggiormente di questa professione, è la possibilità di stare assieme alla gente. Incontrare persone di cui non si conosce nulla, e che a volte parlano anche una lingua a te completamente sconosciuta, e potere, grazie ai giochi di prestigio, instaurare un dialogo, fa capire quale sia la vera "magia" di questa meravigliosa arte dell'inganno. A dire il vero quello che cerco di creare all'interno dei miei spettacoli è proprio questo: instaurare un rapporto di amicizia con il mio pubblico ed anche tra gli spettatori stessi".

Assistendo ai tuoi spettacoli, si ha l'impressione che gli spettatori siano allo stesso tempo vittime e complici dei tuoi inganni?

"In effetti è così: mi piace instaurare con loro un rapporto quasi di complicità. Anche se non credo si possano definire vittime degli inganni. Se ci pensi infatti i prestigiatori sono i più onesti degli imbroglioni: ti ingannano ma te lo dicono apertamente e non ci provano neanche a convincerti che non usano dei trucchi! E poi come dico sempre, la componente più importante del mio spettacolo è proprio il pubblico: se non esistesse bisognerebbe inventarlo!!!"

I tuoi spettacoli si possono definire dei "Family Show"; perché questa scelta?

"Guardandomi un po' attorno mi sono accorto che non esistono molti spettacoli adatti ad un pubblico di famiglie. Il mio spettacolo raggruppa un po' tutte le caratteristiche per divertire sia i piccoli sia gli adulti, senza cadere mai nell'ormai dilagante volgarità. E questa per me è la cosa più importante: far trascorrere al mio pubblico momenti magici in allegria con un sano divertimento".

Quali sono i tuoi progetti futuri?

"Continuare a fare spettacoli, incontrare gente, divertire il mio pubblico. Divertire gli altri è la mia più grossa soddisfazione: cosa potrei volere di più? Allora non mancate all'appuntamento con l'illusione… Sarò felice d'incantarvi con mille nuove magie!".